Giovedì scorso, l’aula meeting della Workup Academy a Cagliari si è trasformata in un vero e proprio laboratorio sensoriale. Per la prima degustazione alla cieca del 2026, 14 partecipanti hanno accettato una sfida ambiziosa: giudicare 10 gin basandosi esclusivamente sulle proprie percezioni, eliminando ogni condizionamento estetico o di marketing.

10 Gin, un solo obiettivo: la purezza dell’assaggio
Il focus della serata è stato il mondo dei London Dry e dei gin secchi, con una selezione di 10 bottiglie divise equamente tra eccellenze della Sardegna e grandi nomi del resto del mondo.
Nelle postazioni allestite, i partecipanti si sono trovati di fronte solo a una serie di bicchieri numerati su una mappa di degustazione. Nessun indizio su cosa stessero per assaggiare: le bottiglie, infatti, erano state rigorosamente conservate in un’altra stanza per tutta la prima fase dell’attività.
Il momento della verità: Il “Reveal” a rotazione
Il cuore pulsante dell’evento è stato il processo di scoperta, gestito con una dinamica coinvolgente e formativa:
1. L’analisi: Ogni partecipante ha degustato il contenuto del bicchiere, prendendo nota di aromi, profumi e persistenza al palato.
2. Il confronto: Solo dopo che tutti, a rotazione, avevano espresso le proprie considerazioni e votazioni tecniche sul bicchiere n. 1, la corrispondente bottiglia n. 1 faceva la sua comparsa in aula, venendo finalmente svelata al gruppo.
3. La sequenza: Questo rituale si è ripetuto per ogni singola referenza, dalla n. 1 alla n. 10, creando un crescendo di curiosità e dibattito tecnico ad ogni nuova apparizione sul banco.



Il verdetto: tra conferme e grandi sorprese
Quando tutte le etichette sono state finalmente schierate (tra cui Fifty Pounds, Hayman’s, Bombay Sapphire, Tanqueray No. Ten, Fords Gin, Gin Mare Capri, Gin Mazzetti, Tabar, Grifu e Genesi), il quadro dei risultati è apparso chiaro:
• Il trionfo del Fords Gin: Quasi all’unanimità, è stato eletto come il miglior gin della serata. Una vera sorpresa, considerando che si tratta di un prodotto ancora poco presente nelle bottigliere dei locali di Cagliari.

• Il podio dei Classici: Subito dietro, il gradimento si è concentrato sul Tanqueray No. Ten e sull’intramontabile Bombay Sapphire.

• Divergenze costruttive: Il caso più emblematico è stato quello del Fifty Pounds, che ha generato i pareri più discordanti dell’intera sessione: se per alcuni era il vertice assoluto, per altri risultava il meno gradito, confermando come la soggettività sia fondamentale nel mestiere del bartender.

Oltre il bicchiere: La formazione firmata Workup. Questa esperienza non è stata solo una degustazione, ma una lezione pratica su come analizzare un prodotto in ottica miscelazione. I partecipanti più esperti hanno infatti ipotizzato l’uso dei vari profili organolettici per bilanciare Martini Cocktail, Negroni o Gin Fizz.
In Workup Academy, ogni aula è un laboratorio progettato per riflettere le sfide quotidiane di un barman professionista. Che tu stia muovendo i primi passi con il corso “The Basic” o stia cercando il perfezionamento con “The Level Up”, il nostro obiettivo è insegnarti a lavorare con “the right spirit”.
Vieni a trovarci in Viale Umberto Ticca a Cagliari per trasformare la tua passione nel lavoro più bello del mondo.
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